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Der Arkadenhof der Universität Wien und die Tradition der Gelehrtenmemoria in Europa
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L’opera realizzata da Luigi Zandomeneghi fu inaugurata nel 1826. Il medaglione è stato citato per la prima volta nel 1828 nella Guida per la Rea- le Accademia delle Belle Arti in Venezia con alcune notizie riguardanti lo stabilimento stesso24, e dalla quale apprendiamo che l’opera venne collocata nella Sala delle riunioni accademiche. 25 Vennero dunque a ritrovarsi nello stesso luogo il memento di colui che aveva realizzato l’apertura della nuo- va Accademia rifondata da Napoleone e quello di colui che da Roma ne era stato il nume tutelare: ossia Cicognara e Canova. In uno strano silenzio, venne eretto nel 1828 il Monumento a Giannantonio Selva, colui che, grande amico di Cicognara e Canova, aveva rico- perto la cattedra di architettura e si era occupato dei lavori di ristrutturazione dello stabile dell’Ac- cademia, fino alla morte avvenuta nel 1819. Quel- lo stesso anno l’Accademia gli dedicò uno degli Elogi, consueti a fine anno accademico, nel qua- le si riporta: L’effigie del Selva posta in fronte al presente Elo- gio è cavata dal busto scolpito in marmo statua- rio dal sig. Giacomo de Martini distinto alunno di questa R. Accademia per far parte di un ceno- tafio che una società di amici dell’estinto sta per innalzargli nella descritta novella Chiesa di san- ta Chiara. 26 La Chiesa di Santa Chiara o anche del Ss. no- me di Gesù, che in quegli anni veniva portata a termine per essere consacrata nel 1834, non vide la realizzazione del monumento di De Martini e nemmeno quello che avrebbe dovuto realizzare Antonio Bosa. Forse quella ‘società di amici’, di cui non conosciamo i componenti, per celebrare Giannantonio Selva ritenne più consoni gli spazi dell’Accademia che egli stesso aveva restaurato. 27 Con il monumento a Selva si inaugurò la prassi – propria di altre iniziative simili in Italia – che i monumenti eretti in Accademia venisse- ro per la maggior parte commissionati da sotto- scrittori privati, coadiuvati da comitati composti da docenti, allievi, e amici dell’arte appartenen- ti al colto mondo della società veneziana. Il Mo- numento a Selva funse anche da modello per i successivi: nella prima metà del secolo si usò de- dicare una semplice targa con una iscrizione cui veniva sovrapposto il busto del defunto. Gli anni Trenta non videro aggiungersi altro monumento, se si esclude la donazione nel 1837 da parte dello scultore Antonio d’Este28 di un au- toritratto, affinché l’Accademia lo collocasse nel- RicoRdo monumentale … 185 24 La Guida riporta a p.17: “Volendo poi gli Accademici dimostrare il loro attaccamento verso il cessato Presidente Co. Leopoldo Cicognara hanno fatto scolpire dal Professore signor Luigi Zandomeneghi la Medaglia in marmo che qui si vede, portante la sua effige, intorno alla quale si legge: Leopoldo Cicognara Praesidi Benemerenti Academici”. Il Medaglione venne successivamente spostato e collocato nel corridoi d’Ingresso alla Pinacoteca come riportato dal Catalogo degli oggetti d’arte esposti al pubblico nella R. Accademia di Belle Arti in Venezia, Venezia 1869, p. 5. Ora si trova nei depositi delle Gallerie, cfr. S. M. Marconi, Gallerie dell’Accademia (vedi Nota. 12), p. 235 (n. 583) e fig. 583. 25 Una stampa del monumento compare negli Atti del 1834 quando alla morte di Cicogna gli venne dedicato un Elo- gio. Cfr. A. Diedo, Discorso funebre in memoria del co. Leopoldo Cicognara Presidente emerito della I. R. Acca- demia di Belle Arti in Venezia, in: Discorsi letti nella I.R. Accademia di Belle Arti in Venezia per la distribuzione dei premi, Venezia 1834. 26 A. Diedo, Elogio del prof. Gio. Antonio Selva letto nel dì 8 Agosto 1819, p. 32. Nel frontespizio è riprodotto in inci- sione il Busto di Selva. 27 Il busto in gesso si trova nei depositi delle Gallerie dell’Accademia mentre il Monumento marmoreo con la targa “IO ANTONIO SELVA VENETO / HIC DOCTORI ARCHTECTVRAE / PIETATE SCIENTIA MODESTIA EXIMIO / SOCIETAS AMICORVM / MDCCCXXVIII” si trova ora negli spazi dell’ex Accademia al termine di un corridoio che porta al cortile maggiore. 28 Per alcune notizie su Antonio d’Este si veda: S. Zizi, Un esempio di bottega romana: lo studio di Antonio d’Este (1754–1837), testimonianze documentarie, in: Abitare il Museo: le case degli scultori, (Atti del Terzo Convegno In- ternazionale sulle Gipsoteche, Possagno, 4–5 maggio 2012), (a cura di M. Guderzo), Vicenza 2014, pp. 25–38.
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Der Arkadenhof der Universität Wien und die Tradition der Gelehrtenmemoria in Europa
Titel
Der Arkadenhof der Universität Wien und die Tradition der Gelehrtenmemoria in Europa
Herausgeber
Ingeborg Schemper-Sparholz
Martin Engel
Andrea Mayr
Julia Rüdiger
Verlag
Böhlau Verlag
Ort
WIEN · KÖLN · WEIMAR
Datum
2018
Sprache
deutsch
Lizenz
CC BY 4.0
ISBN
978-3-205-20147-2
Abmessungen
18.5 x 26.0 cm
Seiten
428
Schlagwörter
Scholars‘ monument, portrait sculpture, pantheon, hall of honour, university, Denkmal, Ehrenhalle, Memoria, Gelehrtenmemoria, Pantheon, Epitaph, Gelehrtenporträt, Büste, Historismus, Universität
Kategorien
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