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Cosmopolitismo Riflessivo - Educare alle Comunità Inclusive attraverso l’Indagine Filosofica
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DENTRO E fUORI I GIARDINETTI (mANUALE) 147 tavoce esporrà all’altro gruppo le proprie istanze, immaginando di trovarsi di fronte al rispettivo referente. Chi sarà quello che riuscirà a riportare esattamente le parole dell’assemblea a cui ha preso parte precedentemente? Episodio 5: Tollerante a Chi? Idea Guida 1: Tolleranza In una cornice di riferimento cosmopolita, è importante riflettere su ciò che si intende, all’interno delle varie prospettive di significato, per tolleranza. È molto difficile definire la tolleranza senza tenere conto di quello che significa secondo il senso comune. Il principio di tolleranza nasce per decretare la pacifica convivenza tra differenti religioni. Il problema della tolleranza religiosa, infatti, fu affrontato soprattutto durante l’illuminismo, in cui gli intellettuali più eminenti si scagliarono contro l’irrazionalità dell’intolleranza reli- giosa che regnava specialmente negli stati cattolici. nel tempo la tolleranza ha assunto un significato più vasto che comprende la sfera del pluralismo di valori su cui si basa la società contemporanea. Nella definizione delle Nazioni Unite, per esempio, la tolleranza è un atteggiamento men- tale attivo di apertura critica che, attraverso la conoscenza, pratica “il rispetto, l’accettazione e l’apprezzamento della ricchezza e della diversità delle culture del nostro mondo, dei nostri modi d’espressione e delle nostre maniere di esprimere la nostra qualità di esseri umani”, riconosce i diritti e la libertà universali e argina i pericoli di esclusione sociale. Da un punto di vista filosofico–scientifico essa è stata considerata un mezzo attraver- so il quale avvicinarsi alla comprensione delle verità scientifiche: attraverso il principio di tolleranza accolgo il confronto con l’altro e sono disposto a mettere in dubbio le mie opi- nioni in favore della ricerca di eventuali errori, in breve un metodo razionale di cui servirsi per il raggiungimento della verità. Tuttavia il senso comune intende la tolleranza secondo il suo significato più letterale che è quello di “sopportazione” e poiché oggi ci riferiamo alla tolleranza come alla convi- venza con le diversità etniche e culturali, dobbiamo fare attenzione che quel senso comu- ne non diventi sinonimo di costrizione alla sopportazione. È molto facile che il concetto di tolleranza nasconda un razzismo silente. la tolleran- za presa come concetto astratto si riferisce a un altro da sé che finché rimane nella pura astrazione rischia di non avere un’oggettività reale, e fin quando non si concretizza in un rapporto vissuto non comprende le contraddizioni che questa alterità porta con sé. In questo modo per fugare il pregiudizio derivante da differenze fisiche, culturali e lin- guistiche si rischia di creare un pregiudizio al contrario, ossia basato sull’accettazione in- condizionata della diversità etnica e culturale, purché però ognuno rimanga al suo posto. Dovremmo invece provare a riflettere sul fatto che l’altro da sé è comunque diverso a prescindere dalla condizione economica, sociale, etnica, ma è sempre un mio simile e in quanto mio simile non è né buono né cattivo esattamente come sono io per lui. Nei confronti dell’altro la mia disposizione non può essere né positiva né negativa se non ho prima stabilito un contatto e un confronto, solo allora potrò esprimere un giudizio, facendo attenzione a non incorrere in generalizzazioni. Nel quarto episodio Gaetano è molto chiaro quando con una battuta definisce il suo amico Mario: egli gli dà dignità di persona perché ha appurato la sua personalità confrontandosi nella vita quotidiana, non interessandosi alle dicerie che lo dipingono come un ladro.
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Cosmopolitismo Riflessivo Educare alle Comunità Inclusive attraverso l’Indagine Filosofica
Titel
Cosmopolitismo Riflessivo
Untertitel
Educare alle Comunità Inclusive attraverso l’Indagine Filosofica
Herausgeber
Ediciones La Rectoral
Lizenz
CC BY-NC-SA 4.0
Abmessungen
21.0 x 29.7 cm
Seiten
174
Kategorien
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