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BEatricE alai
san Giovanni evangelista nei Vangeli; a loro volta, questi visi sono prossimi a quello
della Vergine miniata nella Bibbia dell’Arsenal (fol. 307r).
Anche gli altri miniatori della bottega dei Profeti dovettero tener conto degli
stessi stimoli crociati, come testimoniato dalla Madonna con Bambino entro l’i-
niziale O nei Libri Sapienziali (Osculetur, Plut. 3 dex. 4, fol. 95r, fig. 13) che evoca
anch’essa l’affresco mariano padovano.
Infine, non bisogna dimenticare la presenza, nel cantiere della Bibbia, del cosid-
detto Maestro Svevo, le cui illustrazioni su fondo blu intenso sembrano rileggere
i modelli greci secondo un plasticismo e un pathos tipicamente occidentali: ne è
esempio l’iniziale istoriata E con Abisag che scalda il corpo di David (Plut. 1 dex. 9,
fol. 137r, Et).
Un archetipo francese dei Vangeli:
la Bibbia di Uguccione al Santo
In secondo luogo, nei Vangeli si sommano, al lessico più “classico” di stretta deri-
vazione marciana e al modello gaibanesco, alcuni distinti riferimenti alla miniatura
d’oltralpe: considerando il leone di san Marco all’interno della M (Plut. 3 dex. 9,
fol. 101r, fig. 4), il corpo dell’animale appare singolarmente stilizzato, reso con profi-
li neri che segnano l’anatomia, alla maniera francese. Anche la L con l’albero di Jesse
e la I con le sette rappresentazioni di Cristo per il libro della Genesi presentano due
iconografie tipiche delle Bibbie e degli Evangeliari francesi a partire già dalla fine
del X secolo – e già prima presenti nelle vetrate delle cattedrali –, che dalla seconda
metà del Duecento si diffusero ampiamente anche nei manoscritti bolognesi.46
Nel caso del libro dei Vangeli, il legame con i codici oltralpini fu chiarito in ma-
niera superba da François Avril47, che dimostrò come il nostro volume fosse stato
esemplato sul modello di un libro di Vangeli parigino, contenente i testi di Marco e
Matteo, corredato di glossa e conservato probabilmente dal 1240‒1241 presso il con-
vento francescano di Sant’Antonio a Padova (Pontificia Biblioteca Antoniana, Ms.
283). Tale manoscritto fa parte di una Bibbia, detta di Uguccione – dal nome del
46 Nel caso della L di Jesse, sia fatto tra i numerosissimi esempi quello della Bibbia francese
glossata di Douai (Bibliothèque municipale, Ms. 17, fol. 1v) per cui cfr. http://www.enlu-
minures.culture.fr/public/mistral/enlumine_fr mentre per le rappresentazioni di Cristo
sovrapposte della I e della loro ricezione in campo bolognese si osservino due Bibbie di
metà Duecento: una custodita a Parigi (Bibliothèque nationale de France, nouv. acq.
lat. 3184) e un’altra conservata a Torino cosiddetta di San Tommaso d’Aquino (Torino,
Biblioteca Nazionale, Ms. D V 32) per cui cfr. Marie-Thérèse Gousset. In: Duecento:
forme e colori del Medioevo a Bologna. Catalogo della mostra, Bologna, Museo Civico,
15.04‒16.06.2000, a cura di Massimo Medica, Venezia 2000, cat. 65, pp. 232‒234; Gio-
vanni Valagussa, in Duecento (cit. n. 46), cat. 66, pp. 234‒237. Su questo tema si veda
anche Pietro Toesca, Il Trecento, Torino 1951, pp. 869‒870; Garrison: A Giant Venetian
(cit. n. 21), p. 379; Massimo Medica: La città dei libri e dei miniatori. In: Duecento (cit.
n. 46), pp. 109‒140, speciatim pp. 119‒121.
47 François Avril: Matthaeus et Marcus glossati. In: Sant’Antonio (cit. n. 12); Mariani Ca-
nova: Un prezioso antifonario (cit. n. 19), p. 17, n. 39; Patricia Stirnemann: Alexander,
Magister. In: Enciclopedia dell’Arte Medievale. 12 voll., Roma 1991, I, pp. 261‒264, spe-
ciatim p. 264.
Europäische Bild- und Buchkultur im 13. Jahrhundert
- Title
- Europäische Bild- und Buchkultur im 13. Jahrhundert
- Author
- Christine Beier
- Editor
- Michaela Schuller-Juckes
- Publisher
- Böhlau Verlag
- Location
- Wien
- Date
- 2020
- Language
- German
- License
- CC BY 4.0
- ISBN
- 978-3-205-21193-8
- Size
- 18.5 x 27.8 cm
- Pages
- 290
- Categories
- Geschichte Chroniken