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Esercizio: Intelligenza Collettiva
Chiedete a ogni ragazzo/a di scrivere su un foglio di carta una cosa che sa fare bene,
di ripiegare il foglietto e metterlo in un contenitore. Dopo aver mischiato bene tutti i
bigliettini, consegnate a ognuno un foglietto estratto a caso dal contenitore. A questo
punto ognuno ricercherà uno o più compagni che avranno descritto nel biglietto
una competenza affine alla propria. I/le ragazzi/e formeranno piccoli gruppi che
si scambieranno metodi e saperi su ogni specifica competenza, dopo aver discusso
anche sui vari modi in cui hanno acquisito le proprie abilità. Alla fine del lavoro ogni
gruppo esporrà agli altri quali sono stati gli argomenti trattati, in quali punti le com-
petenze di ognuno sono state implementate (se ciò è avvenuto) e quali sono state le
conclusioni a cui il gruppo è arrivato in termini creativi. In un secondo momento
chiedete a ogni gruppo se c’è la possibilità che il lavoro di un altro gruppo, che si è
prima confrontato su competenze specifiche, possa avere delle affinità in senso lato
con un altro. Se ciò sarà possibile, si creeranno gruppi di lavoro più allargati. Potrà
accadere che alla fine si crei un unico gruppo di lavoro?
Idea Guida 2: Social Network
Gli adolescenti usano molto i social network e su questo passano la maggior parte delle
loro vite: fanno amicizia, litigano, condividono materiale multi-mediatico, rompono i propri
fidanzamenti, condividono gelosie e pettegolezzi. Spesso usano il web come un diario
quotidiano in cui la dimensione individuale e segreta, che il diario tradizionale garantiva, è
ora resa pubblica quasi in una sorta di esibizionismo collettivo.
Se da un lato possiamo pensare ai social network come una possibilità di incontro
allargata con l’acquisizione di relazioni che possono travalicare la sfera delle conoscenze
locali (è molto più semplice e immediato creare o mantenere i contatti con persone lontane
che affidarsi alla posta tradizionale), è anche vero che spesso i ragazzi riproducono sul
web le stesse dinamiche relazionali che avvengono nella loro vita fuori dal web. Ciò crea
barriere in una sorta di ghettizzazione in cui si riconoscono solo coloro che la pensano allo
stesso modo. eppure la possibilità di farsi nuovi amici su Facebook, o altri social network,
è pressoché infinita. Sarebbe interessante riflettere con i ragazzi qual è la percezione che
hanno dei rapporti di amicizia nati sul web, se considerano quelle relazioni alla stessa
stregua di quelle che intessono al di fuori del web. la mediazione del mezzo informatico
consente loro di avere relazioni di amicizia autentiche?
Piano di Discussione: Social Network
1. Se in chat incontro qualcuno che vive in Messico, posso diventare suo/a amico/a?
2. Se in chat incontro qualcuno che non parla la mia lingua, posso diventare suo/a
amico/a?
3. Posso essere amico/a di chi incontro soltanto su Facebook?
4. Che differenza c’è tra le amicizie che faccio sul web e quelle che faccio a scuola o
in altri posti?
5. È possibile avere cento amici nella vita fuori dal web come ce li ho su Facebook?
6. Sono più amici quelli che incontro su Facebook o quelli che incontro in piazza?
7. È meglio stare a casa a chattare o andare a mangiare un panino con gli amici?
8. Quando chatto appaio agli altri come appaio quando li incontro dal vivo?
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Cosmopolitismo Riflessivo
Educare alle Comunità Inclusive attraverso l’Indagine Filosofica
- Title
- Cosmopolitismo Riflessivo
- Subtitle
- Educare alle Comunità Inclusive attraverso l’Indagine Filosofica
- Editor
- Ediciones La Rectoral
- License
- CC BY-NC-SA 4.0
- Size
- 21.0 x 29.7 cm
- Pages
- 174
- Categories
- Lehrbücher PEACE Projekt