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9. Quando chatto con i miei cugini che vivono in un paese lontano è come quando
li incontro a casa loro?
10. Quando navigo sono libero di andare su tutti i siti che voglio?
11. Perché esistono i social network?
12. Perché si usano i social network
13. A che servono i social network?
14. Sono sempre la stessa persona quando sono sul web e quando non lo sono?
15. È più semplice essere me stesso/a quando sono sul web o quando non lo sono?
Idea Guida 3: Spazio/Spazio Virtuale
nel terzo episodio del racconto i ragazzi si interrogano su dove si trovano quando sono in
chat o navigano nel cyberspazio. C’è chi si sente come se si trovasse in uno spazio fisico,
dimenticando dove si trova realmente, chi invece ha ben presente dove si trova e non accet-
ta l’immagine di “spazio”, per quanto allegorica possa essere, proposta dagli altri compagni.
In tutto il dialogo i ragazzi continuano a parlare dello spazio come se fosse un’entità fisica.
ancora oggi non sappiamo se ha senso ritenere lo spazio reale oppure no, se lo dobbia-
mo ritenere una convenzione o una percezione relativa alla soggettività di chi lo esperisce.
Tuttavia, nella vita quotidiana, continuiamo a riferirci allo spazio come a un’entità fisi-
ca e lo differenziamo dallo spazio virtuale. In questo modo forse, per ancorarci a qualcosa
di tangibile, prendiamo per valida la definizione di spazio inteso come luogo, ossia nel
quale è possibile rilevare la posizione che ha un corpo in relazione agli altri corpi. È diver-
tente notare che se questa definizione può suggerire al senso comune un ancoraggio alla
realtà, nel terzo episodio del racconto è proprio Armelinda a fare la differenza tra spazio
inteso in senso fisico e luogo inteso in senso virtuale: non è un caso, vista la confusione
che un tale concetto può portare nel momento in cui si riflette su tale differenza e ci si
interroga su cosa è lo spazio. Cosa ne pensano i vostri ragazzi?
Se è possibile chiedersi “dove siamo quando pensiamo?”, è possibile chiedersi an-
che “dove siamo quando navighiamo?”. Forse dobbiamo considerare il cyberspazio uno
spazio del sapere? Uno spazio dove viaggiano i nostri cervelli, come si chiede Rollo? Ro-
saria suggerisce l’idea che quello è uno spazio che non ha confini, in cui ci si può muovere
in tutte le direzioni, in cui non esiste un dentro e un fuori, un sopra e un sotto, uno spazio
molto simile a quello rappresentato dal nastro di Möbius.
attraverso il mezzo virtuale si ha la possibilità di accedere virtualmente a luoghi lon-
tani, alla conoscenza di tradizioni, musica, informazioni provenienti da ogni parte della
terra. Uno spazio che non ha confini non ha nemmeno dogane da superare: è così che ci
immaginiamo lo spazio cosmopolita?
Piano di Discussione: Spazio/Spazio Virtuale
1. Dove siamo quando chattiamo?
2. Quando vado sul web, sono ovunque o in nessun posto?
3. Quando chatto nella mia cameretta, sono veramente nella mia cameretta?
4. Che differenza c’è tra lo spazio in cui mi muovo nella mia cameretta e quello in
cui mi muovo nel videogame sul mio computer?
5. Quando navigo, posso conoscere la cultura di un altro paese, anche se non ci
sono mai stato?
6. Quando navigo, posso incontrare persone che vivono in paesi lontani dal mio?
7. Quando navigo, posso conoscere un luogo anche se non ci sono mai stato?
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Cosmopolitismo Riflessivo
Educare alle Comunità Inclusive attraverso l’Indagine Filosofica
- Title
- Cosmopolitismo Riflessivo
- Subtitle
- Educare alle Comunità Inclusive attraverso l’Indagine Filosofica
- Editor
- Ediciones La Rectoral
- License
- CC BY-NC-SA 4.0
- Size
- 21.0 x 29.7 cm
- Pages
- 174
- Categories
- Lehrbücher PEACE Projekt