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60 crudele? nel dirmi che 3: vi fanno la corte? e dirmi che sempre mi sarete lontana?
oh mio caro Dio domandate a Monsieur pircher quanto ho pianto, e sono incon-
solabile e poi mi date il Titolo di Monsieur? e mi dite di vedermi in braccio
di qualche pittura? No mia adorata Marianna, sappiate che in tutto questo tempo
/: e lo giuro avanti il Trono d’iddio :/ non ho solam>en@te baciato le mani ad alcuna
donna, su, mia vita, per Dio santo, che è quanto dico oh se vedeste come è costante,
e come è addolorato il povero v>ost@ro fed>e@lis>si@mo J>ozzi@. vi assicuro, che ne
sentirest>e@ >p@ietà, cara mia Marianna, ho ris>pettato@ il mio des>tino@>.@ come
è si è, >S. 3@ >c@he potessi essere sempre in v>ost@ra compagnia, mi conten>te@rei
di ma>n@ggiar solam>en@te Erba. per che cosa dirmi, quella amara parola
se qualche volta mi venite in mente> @ ah, dunque sono affatto fuori de v>ost@ri
pensieri oh Dio mio non avrei creduto mai tanta volubilità in voi, non posso
dir cosu io, non ostante che sempre mi avete creduto volubile ah Marianna
mia>,@ voi al presente siete innamorata di qualcuno, me ne accorgo dal v>ost@ro
scrivere pazienza, ogni qual volta che ciò sia, spero in Dio che mi assisterà a
farmi scordare la v>ost@ra amabile Persona, altrim>en@ti sono perduto. divertitevi
dunque con meglio compagnia che la mia, augurandovi da Dio tutte quelle felicità
che potete desiderare. solo vi priego per l’amor di Dio di souvenirvi qualche volta
del v>ost@ro povero galantuomo, ed infelice Jo.. gia>c@ché la fortuna vuole cosu per
pi versi. Vi domando perdono di vero cuore di tutte le offese fattevi, assicuran-
dovi che ne sento tutto il rimorso. nell’altra lettera avrete veduto scritto le parole
di Londra in lettere grandi cara mia vita non le prendete per equivoco, ma
solam>en@te le scrissi per morbino del mio arrivo con Monsieur pircher. No,
Marianna mia>,@ non signi¿cano niente. oh mio Dio se mi vedeste come son saggio
restereste incantata, e ciò farò ¿no alla morte, non ostante ch’io sapessi che mi
facessino de torti. Addio mia cara adoratis>si@ma Marianna, vi priego di assistermi
se potete, che farete un’opera pia. puol essere che alla corte di stuccard avrete
per compagno l’anima lunga, cosu mi disse avanti la mia partenza da Parigi. le
Kempthorne sono a Montpellier, e righini al solito luogo di Exeter. addio mia
vita vi do di vero core mi>lle@ e mille b>aci@ abbracciandovi di vero core, e se mi
am>ate@ >X@ te vedere i >X@ e col rivedersi >X@
VORLAGE: HStAS, Signatur A 202 Bü 2842, 1 Doppelblatt, 4 beschriebene Sei-
ten Beschädigung durch eingerissene Ränder und Siegelöffnung, Textfragment
von S. 3 unten klebt auf S. 1 am Siegel.
THEMENKOMMENTAR:
Giuseppe Jozzi berichtet über seine vergeblichen Bemühungen um ein Konzert
in Paris bzw. Versailles (s. dazu seine Briefe vom November und Dezember 1748
sowie Anfang Januar 1749). Die Verluste aus seiner Frankreichreise wollte er mit
einem Engagement am Little Theatre am Haymarket ausgleichen. Auch dieser
Die Operisti als kulturelles Netzwerk
Der Briefwechsel von Franz und Marianne Pirker, Band 1 & 2
- Titel
- Die Operisti als kulturelles Netzwerk
- Untertitel
- Der Briefwechsel von Franz und Marianne Pirker
- Band
- 1 & 2
- Herausgeber
- Daniel Brandenburg
- Verlag
- Österreichischen Akademie der Wissenschaften
- Ort
- Wien
- Datum
- 2021
- Sprache
- deutsch
- Lizenz
- CC BY 4.0
- ISBN
- 978-3-7001-8898-8
- Abmessungen
- 21.0 x 29.7 cm
- Seiten
- 1048
- Kategorie
- Kunst und Kultur